martedì 30 marzo 2010

Avevano oraganizzato una calcotada, ma hanno mangiato i calcots prima.

Ancora una volta le coincidenze, la dea casualitá o i miracoli, chiamateli come volete. Domenica scorsa, in una spiaggia vicino la Barceloneta scopro che la cinese moglie del titolare del bar all'angolo di casa mia é anche una delle centinaia di donne cinesi che come lei gridano -"Masage, masaaage!!"- e offrono mezzora di ottimi massaggi a 5 euro. Una vecchia cicciona cedette alla tentazione e si fece palpeggiare i rotoli di ciccia cellulitosa con le tette che le cadevano da sotto le ascelle. Io e Wendy morivamo dalle risate.
Forse compro una vespa per andare a lavorare.
-"Se comprassi una Vespa, verresti con me in Francia?"- Juan seduto sullo sgabello ed il cinese, giocano al domino appoggiati al bancone del bar. Il chino mi guarda e comincia a ridere con quella sua risata grassa e larga.
-"Gli ho insegnato io a giocare a domino e adesso mi batte sempre"- si lamentó don Juan. Un signore in giacca e cravatta ride con sufficienza dall'alto della sua ignoranza e dei suoi pregiudizi. Io invece mi godo tutta la poesia della scena. -"Puta integración"- come gridó un ubriacone argentino l'altro giorno. Quella strana coppia di cinquantenni dove lui sembra molto piú anziano, bevono birra ogni pomeriggio e chiacchierano a lungo. Stefano Lodi, gli essere umani sono luce, vivere in fotogrammi di uguale iportanza, non disdegnare le cose semplici, spazzare per terra ,la bottiglia, l'ottava nota, la quarta via, gli shock emozionali, i frammenti di un insegnamento sconosciuto e gli incontri con uomini straordinari; le incredibili connessioni. Oppure no. Tutto torna, oppure no. Lo Chablis e le telefonate alle tre di notte.
-"Ho sognato che andavo via"-
-"Peró andrai via per davvero"-
-"Lo so"-
-"Andiamo da qualche parte che sono due giorni che non mangio"-
Una cena da Pierdi con spaghetti allo scoglio e vino bianco ghiacciato, il mirador del Migdia, un album di inediti di Jimi Hendrix "Valley of Neptun", anno 2010. Inediti per davvero. Con lo stesso tecnico del suono di allora in sala a mixare. Un capolavoro di suoni, una dolcissima fusione fra digitale, analogico e corde di metallo incendiarie. Scariche di elettricitá e feedback. Il potere dell'immaginazione di Fellini. Si Fellini, forse sei tu la soluzione ai miei mali. Jung. L'immaginario collettivo. Quella donna che legge Jung nel metro. Io e wendy ci guardammo stupiti. Un gruppo di brasiliani si muove a ritmo di capoeira. Percussioni, onde. Sole e saudade. 5 concerti di jazz stanotte, da Verdaguer al Raval. La mostra su Fellini e quel video di un suo film con un ragazzino efebico e riccioluto che suona "Don't think twice it's all right", stonatissimo ma musicalissimo. Stiamo perdendo il tempo dietro a false morali e demagogia. Per non parlare delle felicitá artificiali e deprimenti. L'insostenibile leggerezza degli italiani, che alle regionali fanno vincere la Polverini, candidata che a quelle elezioni non poteva partecipare. L'ennesima illegalitá e Milan Kundera, che Bee sta ora leggendo. L'ennesima coincidenza, lo stesso circolo di una vita.
"Lei mia bella ristoratora, fa il mestiere piú bello del mondo, eppure, stasera é un pó malinconica. Ma perché? Forse il desiderio nuovo di felicitá? Peró attenti perché poi quando questo desiderio sembra essere una possibilitá, lí son dolori, lí comincia l'infelicitá".-
Vittorio Gassman, "La Cena", Ettore Scola, 1998.

venerdì 19 marzo 2010

-"Non ho alcuna particolare abilitá ma solo il desiderio di vivere umanamente".-


M.A. Bulgakov

mercoledì 17 marzo 2010

-"Perlomeno é decente"-
Dio, la decenza, una parola che avevo quasi dimenticato.

martedì 16 marzo 2010

"Lei a cosa si dedica?"- "A cercare qualcosa cui dedicarmi".

-"Tieniti libero venerdí, usciamo, ho bisogno di ubriacarmi e non da solo, una sana fiesta. Ho un'angustia insopportabile che non mi lascia neanche respirare"-.
-"Dobbiamo imparare dai momenti di angustia. Non rifuggerli ma goderli. Quando dici di non sentire nulla, menti. Definiamo nulla ció che non ci piace sentire. Goditi questa angustia, assaporala, lascia che penetri nelle tue pagine in attesa che la sua controparte essenziale, la felicitá, torni a farti visita.
É la non Morte"-
-"Qusta maledetta poeticitá. Non capisco perché non riesca a godermi la vita. Riconduco tutto alla sofferenza. Se non soffro, se non ho ansie, é come se non mi sentissi vivo. L'amore é una trovata pubblicitaria; l'unico, quello vero, é il non corrisposto.
Altrimenti non esisterebbe la letteratura"-
-"Per la prima volta sento il desiderio di proseguirmi"-.

sabato 13 marzo 2010

Un bar, con angolo lettura e piccola biblioteca, vendita dischi, piccolo stage per concerti e jam sessions.

La spatola della madre di Portnoy, il mestolo di Panofsky, i prosciutti appesi della champañería, la Barceloneta con le tapas ed il mercato, il tonno che scarseggia a causa dell'aumento del consumo del sushi. Il Raval che ti sorride con un coltello nascosto dietro la schiena, sbagliarsi sugli amici, sugli amori, su se stessi; Le improvvisazioni jazz a 7,50 euro in un bar di fronte alla scuola di musica. Il ritorno alle, il ritorno delle droghe, bluse verdi e donne senza pantaloni.
-"Secondo te sono una brava persona?"- mi chiese in lacrime. Cosa mai voleva dirmi?
I colloqui di lavoro, scarsi e sfortunati. Le corse, i ritardi, i passeggeri, le degustazioni di Johhny Walker. La sfiducia e il credere che, banalmente, va toccato il fondo per risalire. Io ti do la mia solitudine ora, domani mi darai la tua. L'amore ai tempi del precariato.
La letteratura e l'immaginario rimpiazzati facilmente dalle impellenti necessitá fisiche. Il corpo che reclama e vince sulla ragione. "El sucio siempre gana".
-"Cazzo Nigri, stiamo maturando. Sto anche pensando di comprarmi casa"- disse.
No, no no anche tu! Hai trent'anni e la gente si aspetta cose da te. Cose come una casa per esempio. Sono io ad essere in ritardo o il concetto di tempo é mal interpretato, corrotto da dietrologismi culturali vecchi e stantii come la naftalina negli armadi delle vostre nonne, se ancora ne avete. Di nonne dico. O sono tutte scuse. Ho pensato ad una scena di Roma Cittá Aperta.
-"Da un lato sono contenta, perché il precariato lavorativo non é una cosa che riguarda solo me. Non é colpa mia e c'é un sacco di gente nelle mie condizioni. E questo mi consola. Dall'altro ho paura, perché non vedo una via d'uscita"-.
Lack of Afro, Calexico, Baby Charles, Nina Simone, Odetta, Gene Vincent, Bob Dylan i Fleetwood Mac (con Peter Green ovviamente), The Pretty Things, gli ascolti consigliati per oggi. Cosí potró sopportare il senso di vomito per i legittimi impedimenti, protezioni civili spa, leggi ad listam, direttori Rai, Agcom, dittatorini nei labirinti dei propri tramonti personali. Cosí posso sopportare il peso di vedere infrangersi i sogni dei quasi 90enni italiani, che vedono lo spreco delle lotte della Resistenza, se il risultato é questo che abbiamo adesso.

giovedì 11 marzo 2010

Le storie incredibili del centro recupero per ragazzini con "difficoltá" dove lavora la mia coinquilina. C'é una tredicenne, trovata stesa per terra alla stazione di Sants, vestita solo di un gilet, stordita dalle droghe dopo che vari individui l'avevano ripetutamente violentata.
Tredici anni, Cristo.
Non era la prima volta che giungeva al centro anzi, a giudicare dalla confidenza con la quale si rivolgeva agli "educatori" sembrava essere di casa. -"Devi vedere come questa ragazzina si rivolge alla madre. La manipola a suo piacimento"- Ci sono poi delle ragazzine marocchine, sveglie e dai gran sorrisi, appositamente spedite in questi posti dalle madri perché ricevano un'istruzione, cosa quasi impossibile per loro in nord Africa. Poi magari ci vien fuori la cittadinanza spagnola. Poi magari un giorno riescono a venir fuori da quella povertá. Sveglie, attive, dinamiche e curiose, approfittano di questa esperienza per migliorare la cultura personale, imparare una lingua, costruirsi un futuro degno. Lontano dalla povertá e dai pregiudizi. -"Anche in questo caso le donne sono piú furbe dei maschi; i ragazzini si mettono quasi sempre in mezzo alla strada e passano il tempo tra furtarelli, microcriminalitá, droga. Le marocchine preferiscono il centro, dove non manca mai un letto e un pasto caldo".- Una ragazzina cinese si trovava lí semplicemente perché alla sua etá, qui in Europa, la gente va a scuola. I genitori la facevano lavorare fin da quando aveva otto anni. Famiglia di commercianti ai quali non mancano i soldi. Per questo la bimba aveva sempre bei vestitini alla moda comprati dalla madre. E lei, quindici anni, tira fuori cose come: -"Mia madre crede che avere dei bei vestiti sia la cosa piú importante per me. Ma lei é troppo stupida per capire quali siano le cose veramente importanti"-. Infine quella di quattordici anni, rimasta incinta a tredici, che con linguaggio di strada spiega le ragioni del suo aborto: -"Che cazzo avrei dovuto fare s no? Eh? Dimmelo tu cosa avrei dovuto fare, io tredici lui quattordici, fra un mese non saró piú con lui e magari staró scopando con qualcun altro. Come posso volere un figlio da lui? Non avevo altra scelta, ho racimolato come potevo 500 euro e via a togliermi chirurgicamente il problema"-.
Romanticismo and Modern Times.

Ti devo parlare.

Mi sento come un paziente al quale sono stati diagnosticati due mesi di vita. Al massimo due mesi se tutto dovesse andare bene. L'ansia e la paura ti travolgono. Stai per tendere verso l'assoluto. Sei sempre stato cosciente di questo ma non l'avevi mai vissuto, diciamo, cosí in prima persona.
La tua data di scadenza. Sei come lo yogurt.
Una volta peró accettato il dato ti fatto, l'inevitabile evidenza, lo scontato finale, vivi una pienezza dello spirito mai conosciuta prima d'allora. Sento le stesse sensazioni di quel paziente. Mi sento come dentro di un'automobile che cappotta in una scarpata, sento il sapore di vetri e terra, sento una paralisi che lascia il corpo freddo come le mattine di dicembre. Quando muore anche la tua capacitá di amare, il tuo sonnambulismo emozionale. Lo stadio intermedio pre mortem secondo gli antichi tibetani.
Sono in bilico fra il non piú ragazzo e il non ancora uomo. Come diceva Carofiglio. Tyler Durden e Alex Portnoy sarebbero d'accordo.

mercoledì 10 marzo 2010

Lisboa.

Jim Jarmusch, Roberto Benigni, Tom Waits, Robert Frost, Bob Dylan, Johnny Cash, la signora slovena alla quale han rubato la borsa, i serpenti che ti vengono in sogno e se non li uccidi faranno in modo che qualcuno ti tradirá presto, una vecchia ubriaca che dorme nella metro, dimentica una borsa di plastica, un poliziotto in borghese mi mostra il distintivo e la porta via, -Il Libro Tibetano dei Morti-, Maus di Art Spiegelman, Aushwitz, Katowice, le coincidenze mortali e liberatorie, le leggi "Ad Listam" e i "Legittimi Impedimenti", la mostra di Fellini al Caixa Forum, Lisbona e le sue maledizioni, Roma cittá aperta, la Magnani, il lavoro, gli amori, -é tutto qui?-, il regista di 24 hours party people, quell'altro suo film, A L L U C I N A N T E, "Jude".
Tognazzi e Gassman. "In nome del popolo italiano", Risi alla regia.
Il mio ragazzo é un Buddha, i miei amanti, scatole di cioccolatini. Le pareti bianche della mia stanza, le mie foto in bianco e nero, Robert Johnson.
Per oggi mi han salvato i Dire Straits con Six Blade Knife.
Finalmente ho capito a chi somiglia la mia coinquilina; lanciando per caso un'occhiata al suo portatile ho visto che utilizza come sfondo lo scheletro protagonista di quel film animato diretto da Tim Burton. Non ricordo il nome.
Inconsciamente o realmente consapevole, lei lo sa. Di somigliare allo scheletro voglio dire. O forse vorrebbe. o forse si influenzano mutuamente.
Giacca, cravatta, l'uniforme della compagnia, pronto per andare a lavorare.
Oggi c'é sole ma domani nevicherá. Considerevolmente.
Dopodomani il sole di nuovo. Su due panchine adiacenti, due signore anziane sedevano tranquille, ognuna per conto proprio. Una stava preparando un maglione con i ferri. L'altra controllava gli scontrini della spesa. Un raggio di sole passava attraverso il ponte di ferro e il triangolo descritto da quella luce filtrata, illumanava i loro visi.
La signora con i ferruzzi sembrava piú rilassata. Juan delirava ubriaco al bar sotto casa.
V, gran brava persona. Erano almeno 7 oppure 8 settimane che non lo vedevo. I suoi timori, i suoi 29 anni, le sue paure, gli obiettivi e la mancanza dei tali, la relazione con le donne, la sfiducia nell'amore che inevitabilmente porta a desiquilibrare, anzi no a creare dei pregiudizi nei rapporti (contrariamente alla percezione della propria morale, /la percezione, non come realmente é come essere umano pensante dico). L'inerzia. L'accidia. La paura. L'incoerenza. La possibilitá di percepire, l'impossibilitá del capire.
Mi sfogai con lui, perché avevo paura delle stesse cose. Mi fece bene parlarne. Fa bene parlare con qualcuno se si condividono le stesse paure. La sua donna lo ha tradito per fare un trio.
Trio che, ovviamente, non comprendeva lui. "Le corna sono come i denti", diceva un ubriacone sposato da quarant'anni con una prostituta. "Fanno male quando escono ma poi ti aiutano a mangiare".

domenica 20 dicembre 2009

Meu Bem.

Piove sull'aereoporto, il cielo piange perché non ci sarai piú tu a fargli compagnia.
Piove sull'aereoporto, e i finger sembrano bare aperte.
Piove sull'aereoporto, e le piste bagnate sono deserti di solitudine.
Piove sull'aereoporto, e i ricordi e i rimpianti mi penetrano come gocce taglienti.
Piove sull'aereoporto, ed io aspetto il bus sotto la pioggia,
sperando che l'acqua possa lavare i miei peccati come in un nuovo battesimo,
Piove sull'aereoporto,
e non capisco se sulle mie guance stia scivolando
acqua o lagrime.

lunedì 23 novembre 2009

Mia nonna è una bella donna.

Una paralisi facciale avvenuta poco dopo la morte del marito, le ha deturpato il viso ancora liscio e morbido nonostante gli ottantadue anni suonati. La bocca é tutta storta da un lato, l'occhio é rimasto semichiuso. Non ha perso il suo sguardo da bambina, ma la sua bellezza estetica é diventata ormai un antico ricordo.

"Ancora posso fumare e mangiare" dice lei soddisfatta.

Sta soffrendo e lo so, ma non per la sua bocca o per il suo viso rovinato, di quello so che non gliene frega niente. Quel suo muso torto no é altro che una rappresentazione, un atto metaforico che l'incosciente ha voluto far precipitare sul presuntuoso e razionale cosciente. É un atto, un atto simbolico, poetico se vogliamo di rappresentazione delle nostre sofferenze familiari. Dei limiti emotivi che hanno spinto una famiglia a vivere nascondendo i propri sentimenti. Un atto metaforico per avvisare i nostri io repressi, per informarli di quale possa essere il futuro se non decidiamo di vivere nel presente. Uscire dai circoi viziosi dove crediamo che viva il nostro io, e incontrarsi con sé stessi. Senza paura.

Era la bocca schifata dei miei nonni, morti senza vedere lo sfacelo e l'inutilitá dei loro sforzi. Uomini peró morti degni, veri uomini.

La faccia di mia nonna, la metá non paralizzata, é ancora bella come un tempo; é la parte buona, quella ancora rimasta intatta, l'occhio vivo, la luce della pelle.
Sembra una maschera greca antica, quelle che si usavano nei teatri dell'epoca. Una metá che rappresenta la bruttezza della vita vissuta senza amore e senza arte e senza il riconoscimento di sé stessi. Dall'altro tutto il suo opposto.
"La gioventü é sprecata nei giovani" diceva Wilde.
Non sempre, dico io.

Dietro ogni grande uomo, c'é sempre una grande donna;
Per il tuo modo speciale di capirmi,
grazie Mari

martedì 10 novembre 2009

Le Passanti.

Io dedico questa canzone
ad ogni donna pensata come amore
in un attimo di libertà
a quella conosciuta appena
non c'era tempo e valeva la pena
di perderci un secolo in più.

A quella quasi da immaginare
tanto di fretta l'hai vista passare
dal balcone a un segreto più in là
e ti piace ricordarne il sorriso
che non ti ha fatto e che tu le hai deciso
in un vuoto di felicità.

Alla compagna di viaggio
i suoi occhi il più bel paesaggio
fan sembrare più corto il cammino
e magari sei l'unico a capirla
e la fai scendere senza seguirla
senza averle sfiorato la mano.

A quelle che sono già prese
e che vivendo delle ore deluse
con un uomo ormai troppo cambiato
ti hanno lasciato, inutile pazzia,
vedere il fondo della malinconia
di un avvenire disperato.

Immagini care per qualche istante
sarete presto una folla distante
scavalcate da un ricordo più vicino
per poco che la felicità ritorni
è molto raro che ci si ricordi
degli episodi del cammino.

Ma se la vita smette di aiutarti
è più difficile dimenticarti
di quelle felicità intraviste
dei baci che non si è osato dare
delle occasioni lasciate ad aspettare
degli occhi mai più rivisti.

Allora nei momenti di solitudine
quando il rimpianto diventa abitudine,
una maniera di viversi insieme,
si piangono le labbra assenti
di tutte le belle passanti
che non siamo riusciti a trattenere.

lunedì 2 novembre 2009

La necessitá ha la faccia di una cagna.

It ain't no use to sit and wonder why, babe
It don't matter, anyhow
An' it ain't no use to sit and wonder why, babe
If you don't know by now
When your rooster crows at the break of dawn
Look out your window and I'll be gone
You're the reason I'm trav'lin' on
Don't think twice, it's all right

It ain't no use in turnin' on your light, babe
That light I never knowed
An' it ain't no use in turnin' on your light, babe
I'm on the dark side of the road
Still I wish there was somethin' you would do or say
To try and make me change my mind and stay
We never did too much talkin' anyway
So don't think twice, it's all right

It ain't no use in callin' out my name, gal
Like you never did before
It ain't no use in callin' out my name, gal
I can't hear you any more
I'm a-thinkin' and a-wond'rin' all the way down the road
I once loved a woman, a child I'm told
I give her my heart but she wanted my soul
But don't think twice, it's all right

I'm walkin' down that long, lonesome road, babe
Where I'm bound, I can't tell
But goodbye's too good a word, gal
So I'll just say fare thee well
I ain't sayin' you treated me unkind
You could have done better but I don't mind
You just kinda wasted my precious time
But don't think twice, it's all right

Bob Dylan

Sangue e Sperma.

Si quería desarollar mi imaginación personal, antes que nada debería librarla de la tiranía del peso. Por su fuerza de atracción, el planeta estaba siempre presente en el cuerpo diciéndome: "Eres mío, de mí vienes y a mí llegarás". Sentí que lo más que pesaba era la sombra. Me llené de ella, una materia densa, dolorosa, agobiante. Colmé mis piés con su negrura, luego las piernas y el resto del cuerpo. Cuando fui una piel rellena de alquitrán, inspiré lo más profundo que pude y espiré el magma de mis pies rellenándolos esta vez de luz. Vacié mis piernas, mis brazos, mi tronco, mi cabeza y fui un pellejo colmado de resplandeciente energía. Me sentí liviano, cada vez más liviano. Me pareció que si daba un paso iba a saltar veinte metros. La ausencia de sensación de peso me llenó de alegría, de ansia de vivir, me hizo respirar profundo. Ya no tenía el espiritu invadido por desperdicios psicológicos, dolorosas serpientes de sombra. Tuve ganas de vestirme y salir a caminar. Así lo hice. Eran las cuatro de la madrugada. El barrio obrero, con sus faroles vacíos estaba casi sumido por las tinieblas. Sintiéndome tan luminoso como la luna, marché dando de vez en cuando agradables saltos. De pronto vi aproximarse a tres individuos de mala catadura. Prudente, cambié de vereda. Ellos, al ver mi movimiento defensivo, se abrieron en abanico. Uno sacó una macana, el otro un cuchillo y el tercero una pistola. Me lancé a correr hacia la calle San Pablo, arteria central del barrio por donde pasaban tranvías y había aún la posibilidad de encontrar un bar abierto. "Detente huevón!" gritaron. Lancé una llamada de auxilio que sonó como un chillido de puerco en el matadero. ¡Ninguna ventana se abrió! ¡Ninguna puerta! Allí iba yo, el ex ingrávido, galopando más pesado que el paquidermo, bajo el indiferente firmamento, luciendo en mis pantalones la huella fecal del miedo. Con el dolor de la dignidad pulverizada, deposité mis esperanzas en llegar el la calle central. ¡A diez metros de ella vi que estaba oscura! Entonces vencido, entregado, temblando, me detuve y esperé a los bandidos. ¡Llegaron junto a mí y de un puñetazo en el ventre me lanzaron al suelo! Con calma agónica les rogué que no me mataran, que se llevaran todo, porque yo era un poeta. Me registraron los bolsillos, extrajeron un arrugado billete de estudiante. Después de observarlos con minuciosidad me los devolvieron, junto con el dinero, saludaron y se fueron diciendo que eran policías, que me habían confundido con un ladrón. "¡Joven, para otra vez no huya, porque se hace sospechoso!" Adolorido, en cuerpo y alma, llagué a San Pablo. ¡Allí, a la vuelta de la esquina, en una cafetería alumbrado por una lámpara de gas, un grupo de personas jugaba a las cartas! ¡Con unas cuantas zampadas habría estado a salvo! ¡Si hubieran sido en verdad asaltantes, podrían haberme degollado por entragarme así, como una res, a unos pasos de la salvación! ¡En ese mismo instante juré que siempre mantendría mi esfuerzo hasta que no me quedara una gota de energía y que nunca abandonaría una obra empezada hasta haberla terminada!

A. Jorodowsky

martedì 27 ottobre 2009

Almost Blue.

Almost blue
Almost doing things we used to do
There's a girl here and she's almost you
Almost
All the things that your eyes once promised
I see in hers too
Now your eyes are red from crying

Almost blue
Flirting with this disaster became me
It named me as the fool who only aimed to be

Almost blue
It's almost touching it will almost do
There's a part of me that's always true... always

Not all good things come to an end now, it is only a chosen few
I have seen such an unhappy couple

Almost me

Almost you

Almost blue

martedì 20 ottobre 2009

Como é que vais (nostra Signora dei turchi).




Due cose mi vengono alla mente dopo questo giro in bici notturno:

a) perchè sono stato zitto dopo quell'esplicito invito?

b) ucciderei (metaforicamente) Roberto Castelli.



Lo interesante nunca es la manera
como alguien empieza o termina.
Lo interesante es el medio,
aquello que ocurre en el medio.
No es casual que la velocidad más grande
esté en el medio.
En el medio es donde se encuentra el devenir,
el movimiento, la velocidad, el torbellino.
Carmelo Bene dice que hay que ver a los autores menores, que son los verdaderos grandes autores, los intempestivos.
Gilles Deleuze

lunedì 19 ottobre 2009

Un branco di pecore, convinto che i significanti siano significati.

-devo smettere, devo smettere!-

-di far cosa?-

-di pensare, non ce la faccio piú. pensavo di essere un depresso bipolare, ma sono così monotematico da sembrare noioso. anzi non lo sembro affatto, lo sono, lo sono senza ombra di dubbio. e poi basta con tutta questa demagogia fine a sé stessa, come del resto tutte le demagogie. basta con il pensare di essere arrivati al punto di arrivo, alla soluzione suprema. basta con questa arroganza. siamo arroganti giusto il tempo che che ci serve per arrivare a smentirci di nuovo.

-stavo pensando alla stessa cosa da un paio di giorni. é che siamo ossessionati dalle passioni tristi.

-ma le passioni non sono tristi! non possono esserlo. al massimo malinconiche, ma non tristi. la tristezza e la felicitá sono solo semplici attimi, dei barlumi emotivi temporanei. l'eterna tristezza o l'eterna felicitá sono ossimori in sé!

-si ma io alludevo alla demagogia. alla nostra demagogia da bar, da ubriachi. se solo avessimo portato a termine una metá dei propositi sorti dietro ad un boccale di birra, saremmo finalmente, non dico felici ma sereni.

-il cazzo! ne avremmo solo l'illusione. o se anche cosí fosse, ci troveremmo nella penosa situazione nella quale ci chiederemmo: e allora? tutto qui?

- questo é quel che é.

-sei d'accordo con Krillov allora.

-Krillov era un coglione manipolato dai nichilisti. o forse no, dato che adesso sono tutti morti, sono tutti allo stesso livello e, chi lo sa, magari adesso stará godendo perché aveva ragione lui.

-sei cosí presuntuoso.. a cosa i serve tutto questo? non fai in tempo a finire una frase che giá il tuo interlocutore ha capito che non credi in ció che dici.

-non é che non creda, é che sono consapevole che non esista la veritá assoluta, quindi ci potrá essere sempre una veritá contraria alla mia altrettanto valida.

-queste sono cazzate di chi ha paura di prendersi le proprie responsabilitá. dobbiamo essere dei capolavori, inutili e imprescindibili come delle opere d'arte. é lí dove risiede tutto: non la teoria e il suo contrario, che é altrettanto valido, ma l'utilitá dell'inutilitá. e l'nutilitá dell'utilitá. esci dalla catena di montaggio, ma non abbandonarla mai se vuoi che ti ascoltino!

-sei il tipico socialista che giunto al potere si tramuta in un tiranno.

-e tu sei il solito coglione che non vuole mai ascoltare. non devi sfidare nessuno, non é questo il punto; devi semplicemente smettere di guardare ed essere egoista. se non sei egoista, se non aiuti te stesso non potrai mai aiutare nessuno. smetti di sfidare ció che non comprendi, smetti solo di vederlo. suona la chitarra!

-sei un coglione convinto che il tuoi significanti siano dei significanti. coglione e arrogante. siamo inutili, ma siamo indispensabili. semplicemente noi NON ESISTIAMO! applaudiamo il nulla.
fammi smettere di pensare per favore.

-ho in fresco una bottiglia di Fiano.

-di che anno? sai che mi piacciono solo le annate dispari.

-si lo so.

domenica 18 ottobre 2009

La(s) frase(s) del dìa, 22 de enero 2009.

"Difficile farvi una confessione vera e mostrarvi quel che succede quando uno é cosí egomaniaco: non c'é altro da fare che mettere giú periodoni lunghi coi particolari di sé e coi particolari delle anime grandi, sugli altri che sono seduti e sugli altri che sono in giro".
-I Sotterranei-

"Gli uomini si dividono in cinque categorie: uomini, quasi uomini, mezzi uomini, ominidi e quaquaraqua".
-Leonardo Sciascia-

"Sono un depresso bipolare".
-Un passeggero-

"You know, life sometimes strikes"
-Il filosofo con la lattina di birra-

Non va mai spruzzato lo spray anti insetti se avete la casa infestata dagli scarafaggi.

Arrivò a casa e dai cartoni dove aveva riposto tutte le sue cose sbucò un libro: "Dracula" di Bram Stoker. Il primo pezzo di Grant Green su Spotify che richiamó la mia attenzione subito dopo fu, guarda caso Dracula, dall'album, "Green is Beautiful".

Sento di preoccuparmi troppo per cose che non esistono. Mi succhiano la linfa vitale ma allo stesso tempo stimolano la mia curiositá.

Non so come finirá tutto questo, quello che so é che "Non si puó fermare una slitta che scende in picchiata da una discesa".